• Udalrico Gottardi - nato a Tione di Trento nel 1950 e dopo aver frequentato la scuola dell’obbligo, si è iscritto all’Istituto Statale d’Arte “Alessandro Vittoria” di Trento diplomandosi Maestro d’Arte nella sezione Arte dei Metalli. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento dell’Educazione Artistica nella Scuola Media. Accanto alla professione di docente, ha sviluppato e approfondito anche la tecnica della ripresa fotografica, attraverso la fotografia analogica e recentemente quella digitale. Maturando competenze adeguate da potergli permettere di svolgere una docenza, nei Corsi Serali per adulti all’Istituto d'Istruzione “Lorenzo Guetti” in Tione di Trento, proponendo dei Corsi base di Fotografia. Negli ultimi anni è stato anche promotore per la costituzione di Circoli Fotografici, nonché rappresentante zonale della UIF e delegato provinciale della FIAF per alcuni anni. Ora come socio – in seno al Circolo Fotografico Tionese - svolge le mansioni di webmaster.
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Un appassionato di Fotografia che cerca di esprimere, attraverso la propria ricerca fotografica, emozioni, stati d'animo e soprattutto amore per le cose belle!

Gennaio 2021



La nuova chiesa di Ponte Arche:
un gioiello contemporaneo


di Fiorenzo Degasperi

Se è vero che superando la soglia della chiesa si entra nel Regno Celeste, quindi nel regno della beatitudine, presto i nostri sensi potranno percepire questo importante passaggio tra il profano e il sacro: il 31 gennaio 2021 si sarebbe dovuta inaugurare a Comano Terme la nuova chiesa intitolata a Maria Ausiliatrice, ma la pandemia non lo ha permesso. Nata sulle ceneri della chiesa decanale eretta nel 1930 dall’architetto Giovanni Tiella (Villasanta, 1892-Rovereto,1961) e affrescata da Matteo Tevini (Trento,1872-Torino,1946), il nuovo edificio religioso progettato dall’architetto Sandro Giongo - ne ha mantenuto l’abside precedente con le due monofore - presenta una novità: le vetrate, così come la grande tela che appare dietro l’altare, sono dell’artista trentino Mauro Cappelletti. Sulla scia di quei pittori come Remo Wolf - chiesa di San Pietro, San Lorenzo e San Francesco a Trento -, di Bruno Colorio (San Francesco a Carbonare) e Marco Bertoldi (San Floriano a Lavarone), che in passato prestavano il proprio lavoro e la propria intelligenza alla creazione di scenografie religiose, Cappelletti si è prodigato con calibrata e certosina esperienza per coniugare la sua frequentazione dell’arte astratta con l’obiettivo di “accogliere” il fedele trasmettendogli percettivamente “l’altro mondo”. Ed ecco il risultato: grandi vele che s’intersecano trasformando le pareti in pareti di luce grazie a cristalli colorati e traslucidi. Vetri soffiati provenienti dalla Germania permettono di mutare il chiarore di un raggio di sole in una luce che richiama l’interiorità e la contemplazione. L’artista, vigoroso tracciatore di segni e cromie operante sempre e comunque nel mondo dell’astrazione – e quindi della pura concettualità – è consapevole, con quest’opera, di accostare la vetrata alla santa Scrittura perché le immagini cromatiche trasparenti sono simili alle sacre Scritture nella misura in cui, come queste, mettono la luce divina alla portata della visione umana; senza questo processo di rifrazione la luce accecherebbe gli occhi con il suo splendore. E non è un caso che le monofore – collocate nella vecchia abside, rivolte ad oriente, là dove sorgono il sole e la speranza, là dove è collocato l’Eden – filtrino la luce, oggi come allora, trasformandola da raggio di sole in forma della Bellezza. 

(Un estratto dall'articolo pubblicato 13 dicembre 2020)

 
  • CHIESA DELLA LUCE (Ph Udalrico Gottardi)